di Valentina Iorio
Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm e Usb di Taranto chiedono un incontro urgente a Confindustria, Aigi e Confapi
Ancora prima che venga avviato lo spegnimento dell’area a caldo, l’indotto dell’ex Ilva si ferma. Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto-appalto di Taranto, venerdì 4 settembre ha trasmesso ai sindacati le «lettere relative alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità». E i sindacati chiedono un confronto urgente con le organizzazioni datoriali per discutere del futuro dei lavoratori.
Le lettere di licenziamento
Nicola Convertino, presidente Aigi, in un lettera spiega che «si tratta di un atto estremo e doloroso, al quale non avremmo mai voluto fare ricorso. Licenziare le nostre maestranze significa privarsi del patrimonio più prezioso e dell’orgoglio delle nostre aziende, un capitale umano costruito in anni di ingenti investimenti nella formazione e di duri sacrifici. Purtroppo – dice Convertino – tale provvedimento rappresenta un atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre, per la quale non si ravvisa alcuna possibilità di riavvio».
Aigi: «Sconfitta industriale»
Convertino scrive che «una fabbrica di questa portata» avrebbe meritato una sorte diversa: «Una




