di Valentina Iorio
Acciaierie d’Italia chiede la sospensiva del decreto che impone lo stop dell’area a caldo. I giudici hanno fissato per il 9 settembre la data dell’udienza
Per evitare lo stop degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto disposto dalla Corte d’Appello di Milano, con scadenza a 90 giorni dal 27 luglio, quindi fine ottobre, rimane poco tempo. L’ultima data utile è il 16 settembre. Lo scrive Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria nell’istanza di sospensiva del decreto presentata alla Corte d’Appello di Milano. I giudici hanno fissato per il 9 settembre la data dell’udienza in cui verrà discusso se sospendere o meno il decreto che impone lo stop dell’area a caldo. Intanto il governo ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi martedì 8 settembre alle 17.30 per un incontro.
L’istanza di sospensiva
L’istanza di sospensiva del decreto è stata presentata dalle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia. Nell’istanza di sospensiva, Acciaierie evidenzia la necessità di «scongiurare il concretizzarsi dei pregiudizi gravissimi ed irreversibili». Per la società, è infatti «pacifica la sussistenza di un gravissimo» pericolo a seguito di una decisione in ritardo e questo rende certamente imprescindibile e urgente la sospensione dell’esecutività e/o




