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Evitano gli incidenti in auto ma finiscono nei missili: perché la difesa vuole i chip degli ADAS

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È in questa nicchia di mercato che si inseriscono aziende come la startup californiana Castelion, specializzata in armi ipersoniche (superiori a Mach 5, oltre cinque volte la velocità del suono): ha sostituito i rari componenti elettronici di livello aerospaziale con processori ADAS e con quelli ad alte prestazioni utilizzati dalle auto elettriche.

I chip vengono ottenuti in tempi sei volte più rapidi e a un decimo del costo rispetto alle alternative tradizionali della difesa, secondo Reuters. Aziende come Anduril cercano una scalabilità di stampo fordista per produrre armamenti con la stessa velocità con cui una catena di montaggio realizza SUV.

I processori delle auto, impiegati per gestire la frenata automatica d’emergenza o il mantenimento della corsia, si rivelano adatti anche ai sistemi di guida dei missili ipersonici, dimostrando quanto l’elettronica di bordo delle vetture moderne abbia raggiunto livelli di calcolo e affidabilità un tempo riservati al settore aerospaziale.

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