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Euro digitale, le grandi banche ci stanno. Ecco come funzionerà la «stable coin» europea

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Bancomat accelera sul progetto Eur.Bank. L’iniziativa vede coinvolte alcuni dei big italiani del credito: Banca Generali, Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Banco Bpm, Bper Banca, Cassa Centrale Banca, Credem, Crédit Agricole Italia e Intesa Sanpaolo.

A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo progetto fintech. In realtà la posta in gioco è molto più alta. Perché l’obiettivo dichiarato non è soltanto creare una stablecoin in euro. Questo è soltanto il primo mattone.

Una nuova infrastruttura per il sistema finanziario europeo

L’obiettivo è costruire un circuito europeo della moneta digitale, integrato con le banche e pensato per diventare l’infrastruttura di una nuova generazione di servizi finanziari. Per capire occorre partire da una domanda: che cos’è una stablecoin? A differenza delle criptovalute tradizionali come Bitcoin, che possono oscillare violentemente, una stablecoin è una moneta digitale progettata per mantenere il valore nel tempo. Nel caso di Eur.Bank un euro digitale dovrebbe valere sempre un euro. La stablecoin rappresenta semplicemente il «gettone» che consente al sistema di funzionare. Il vero progetto consiste nella creazione di un’infrastruttura digitale capace di collegare banche, imprese, investitori e mercati finanziari attraverso una piattaforma comune.

È lo stesso concetto che negli anni Settanta portò alla nascita dei circuiti elettronici

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