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Eroe della nostalgia o della conoscenza? Le tesi dietro il mito

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di Mauro Bonazzi

Da Dante alle nuove interpretazioni, ecco i testi suggeriti dal filosofo per comprendere in profondità il poema

Sarebbe diventato così importante Ulisse, senza Dante? Difficile rispondere. Certo è che, dopo il «folle volo» della Divina Commedia, a viaggiare nel nostro immaginario sono due eroi diversi: perché è stato Dante a fare di Ulisse l’eroe della conoscenza, pronto a tutto pur di placare l’«ardore» di «divenir del mondo esperto».

Omero si sarebbe stupito, però: il suo Ulisse non aveva nessun interesse per la conoscenza. Nel poema si mostra curioso una sola volta, nella caverna di Polifemo: viene da osservare che avrebbe fatto meglio ad andarsene in fretta. L’Ulisse omerico è l’eroe della nostalgia, come spiega la filosofa Barbara Cassin (La nostalgia – Moretti & Vitali), ponendo una domanda che spiazza: quando siamo veramente a casa? In effetti Ulisse si era rimesso in viaggio, dopo aver riportato l’ordine nel suo regno. In cerca di cosa?

Questa inspiegabile necessità di andarsene da una patria agognata per venti anni non ha mancato di sollevare perplessità tra i lettori. Fino all’ipotesi radicale di Giovanni Kezich, in Quelli di Laerte. L’Odissea senza Ulisse (Ronzoni), uscito lo stesso giorno

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