
Il numero 9 norvegese proseguirà ad adottare il cognome della madre, oltre a quello del padre (come fa nelle partite della nazionale già dallo scorso agosto): un’usanza comune in Norvegia, l’utilizzo dei cognomi di entrambi i genitori
“Il mio nome è Braut Haaland, Erling Braut Haaland”. Potrebbe essere questa, parafrasando James Bond, la presentazione del numero 9 della Norvegia. È sempre lui, il ciclone Erling che nelle ultime quattro stagioni ha stravolto la Premier League e segnato valanghe di gol per il Manchester City (27 nell’ultimo campionato), uno dei centravanti più prolifici d’Europa. Solo che in nazionale sulla maglia riprende anche il cognome della madre, aggiungendo Braut a Haaland sopra il suo numero 9. Lo farà anche al Mondiale, dove con la Norvegia che ha riportato al torneo più importante per la prima volta dal 1998 segnando 16 gol nelle qualificazioni (l’Italia lo sa bene…) conta di essere protagonista.
LA SCELTA—
Il Mondiale non sarà il debutto di “Braut Haaland”. Il centravanti del City ha annunciato alla fine di agosto dello scorso anno che avrebbe incluso anche il cognome della madre sulla sua maglia e con quello ha giocato le ultime 5 partite di qualificazione, segnando 13 gol compresa




