
di Federica Bandirali
Il magnate ha fatto inviare una lettera dal suo avvocato Alex Spiro
Il film non è ancora arrivato nelle sale, ma la prima battaglia intorno a “Musk” è già cominciata. E non si combatte sul terreno della critica cinematografica. Elon Musk, attraverso il suo avvocato Alex Spiro, ha messo formalmente in guardia il regista Alex Gibney e i produttori del documentario, lasciando aperta la strada a una possibile azione legale.
La lettera, inviata il 3 settembre alla Jigsaw Productions, accusa gli autori di aver costruito il film intorno a una tesi precostituita e di non aver consentito a Musk o ai suoi rappresentanti di intervenire nel processo di verifica delle informazioni. Secondo il legale, il documentario conterrebbe affermazioni potenzialmente diffamatorie e soprattutto una ricostruzione fuorviante del ruolo che Musk avrebbe avuto nelle elezioni presidenziali americane del 2024.
Il punto più controverso riguarda Starlink, la rete satellitare controllata da Musk attraverso SpaceX. Neldocumentario compare Ashley St. Clair, ex compagna dell’imprenditore, che racconta alcune conversazioni avvenute prima del voto americano e riferisce di frasi di Musk sulle sue attività nello spazio. È su questo materiale che il legale del magnate concentra una parte significativa




