
di Mara Gergolet
Intervista al politologo Schröder dopo la vittoria della Afd in Maclemburgo-Pomerania Anteriore e della Linke a Berlino
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO
Professor Wolfgang Schröder, lei è uno dei massimi politologi tedeschi. Cosa sta succedendo nella sinistra tedesca, la Spd continuerà a sostenere Merz?
«Non lo sappiamo, ma per ora non ci sono alternative. Perché se la Spd smettesse di farlo, ci sarebbero nuove elezioni, e la Spd perderebbe clamorosamente. Quindi ha interesse a presentarsi come un partner stabile».
Che cosa significa per la Spd la crescita della Linke?
«In realtà, questa crescita c’è soltanto a Berlino. Negli altri Land orientali, la Linke è perfino arretrata. Si tratta di un fenomeno specificamente berlinese, perché nella capitale esiste una cultura liberale di sinistra e una situazione sociale precaria alla quale la Linke può agganciarsi».
Lei vede la possibilità che Linke e Spd si avvicinino?
«In linea teorica, sì. Tuttavia non è semplice. La Linke si rivolge ai giovani, a una popolazione intellettuale e di sinistra, interessata alla politica dell’identità, che discute di guerra e pace: vuole affrontare le cose in maniera più radicale e ha sviluppato un proprio stile di vita. È una sorta di partito 2.0».
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