
di Paolo Virtuani
In atto il riscaldamento ciclico del Pacifico equatoriale davanti alle coste del Sudamerica che influenza il clima di mezzo mondo
Il Noaa, il servizio meteo americano, ha confermato l’inizio di El Niño nel Pacifico tropicale, con il 63% di possibilità che il fenomeno meteorologico ricorrente sarà «tra i più intensi nella lista di quelli registrati dal 1950». All’inizio di giugno l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wwo) aveva reso noto che El Niño aveva l’80% di probabilità di manifestarsi prima di settembre. Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva detto che El Niño «getterà benzina sul fuoco di un mondo che si sta già riscaldando». Secondo il Wwo il precedente El Niño del 2023-2024 ha contribuito a portare il 2024 in cima alla lista degli anni più caldi di sempre.
Cos’è El Niño
El Niño è il riscaldamento ciclico delle acque superficiali dell’oceano Pacifico orientale lungo la costa equatoriale del Sudamerica. I pescatori peruviani lo avevano così chiamato, El Niño in spagnolo significa Gesù Bambino, perché si verificava ogni 5-8 anni intorno al periodo natalizio. Un tempo si pensava che fosse un fenomeno esclusivamente locale, ma i climatologi hanno riscontrato che El Niño in realtà influenza il clima in quasi tutto




