
È stata l’asso dell’Italia di bronzo in VNL. Non più la sorpresa giovane e di prospettiva, ma una certezza. Ekaterina Antropova ha infiammato l’ultimo campionato di A1 e ormai, dall’altra parte della rete, il suo nome fa paura. È uno dei punti di riferimento dell’Italia di Velasco. Che in VNL, all’inizio, ha provato a spostarla in posto 4. Poi, dopo l’infortunio di Omoruyi, ci è tornato per necessità. Antropova si è adattata. Nelle prime tre uscite ha mostrato cose buone in un ruolo che lei stessa ha definito “non suo”, ma che intanto sta imparando a fare suo. Centimetri, potenza, attacco. Ha tutto quello che serve per essere un’arma anche lì. E il 2026 le ha aggiunto una sfumatura nuova: non più soltanto l’opposta che fa la differenza, ma anche la schiacciatrice su cui l’Italia può contare. Adesso arriva l’appuntamento più grande, quello in Turchia per vincere la kermesse europea. Il primo obiettivo è una medaglia che luccica d’oro. Po sarà il tempo di un altro viaggio in riva al Bosforo, destinazione Eczacibasi.




