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Durelle, il pescatore gigante che entrò nella leggenda in 11 riprese indimenticabili

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Il pugile canadese cresciuto sulle barche da pesca trovò nella boxe l’occasione del riscatto e arrivò a giocarsi il titolo mondiale. Il match con la Vecchia Mangusta Archie Moore divenne un’epopea romanzesca. E sancì di fatto la fine del pescatore di Baie-Sainte-Anne 

Acadia, nome che restituisce il mito di una fertile terra da sogno; parola forse scelta da Giovanni da Verrazzano quando vi posò gli occhi la prima volta. In realtà costiere per lo più a strapiombo sull’allitterazione di un Atlantico generoso e gelido al tempo stesso; di culture che hanno sgomitato e linguaggi di confine in quella scheggia di territorio canadese dove per secoli francesi, inglesi e scozzesi se le sono date e dette di santa ragione. O per ragioni mai sante, se preferite. Terra dove l’acido lattico che mordeva i bicipiti era augurio di reti dilatate a forza nel riflesso argenteo del pescato che si aggroviglia su se stesso. Il ragazzo pescava e cresceva senza soluzione di continuità; un orizzonte spesso obliquo davanti agli occhi, nei giorni di lavoro sul peschereccio cominciati troppo presto, come per tutti gli altri del villaggio. Nei fine settimana, quella strana forma di riposo che era il massimo lusso che potesse concedersi: infilare

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