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Duemila posti persi e un miliardo in meno, è l’anno nero dell’auto a Torino: «Il 2026 vedrà dati ancora più negativi rispetto al 2025»

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di Pietro Mella Bitti

L’indagine sulla filiera di Anfia e Camera: la componentistica chiude il 2025 con una contrazione dei ricavi del 4,6% e dell’occupazione del 3,5%

Quasi un miliardo di euro di fatturato perso in un anno e circa 2.200 addetti in meno. La crisi dell’automotive si fa sentire in Piemonte, dove la componentistica chiude il 2025 con una contrazione dei ricavi del 4,6% e dell’occupazione del 3,5%. E il peggio, secondo Gianmarco Giorda, direttore generale di Anfia, deve ancora arrivare: «Il 2026 vedrà dati ancora più negativi rispetto al 2025». Le previsioni delle imprese piemontesi sono infatti peggiori di quelle nazionali su tutti gli indicatori economici, dal fatturato alle ore lavorate.

La fotografia arriva dall’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, presentato ieri a Palazzo Birago dalla Camera di commercio di Torino e da Anfia. Il Piemonte resta il primo polo italiano del settore, con 734 sedi d’impresa, pari al 34,8% del totale nazionale, quasi 18,8 miliardi di fatturato e circa 60.500 addetti. Ma i numeri non salvano la crisi: a soffrire sono soprattutto i subfornitori, in particolare quelli delle lavorazioni, mentre sul fronte occupazionale pesano le difficoltà dei produttori di

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