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Donatella Finocchiaro, a teatro la prima dottoressa italiana (Virdimura): «donna coraggiosa»

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Virdimura: un nome strano per una strana donna, data l’epoca in cui ha vissuto. Era ebrea, nata a Catania e, nel XIV secolo, è stata la prima medica e chirurga italiana. Dal romanzo di Simona Lo Iacono, dall’8 al 17 maggio al Teatro Stabile di Catania, va in scena lo spettacolo di cui è protagonista Donella Finocchiaro, con l’adattamento di Angela Demattè e la regia di Cinzia Maccagnano. «Era un mondo dominato dal patriarcato, come purtroppo è ancora oggi – esordisce l’attrice – però nel 1300 le donne non potevano accedere a nulla e Virdimura, rischiando di venire bollata come una strega, non solo riuscì a svolgere il suo lavoro, ma le venne riconosciuto pubblicamente un incarico oneroso. All’epoca non esisteva la laurea in Medicina, tantomeno per le donne, e fu suo padre Urìa a trasmetterle la professione: un medico stregone, che curava con le erbe… Con il marito Pasquale, medico, era riuscita a fondare un ospedale aperto a tutti, un luogo in cui si accoglieva e leniva la sofferenza senza privilegi, né distinzioni di razza o religione: durante la peste in Sicilia, fu fondamentale il loro impegno. Ma l’aspetto ancor più particolare è che aiutava le giovani vittime di

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