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Detjon Begaj: «La mia Albania che si ribella all’overtourism e al cemento sia da esempio»

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di Ludovica Brognoli

Il consigliere comunale di Coalizione Civica a Bologna sull’ondata di proteste contro il resort del genero di Trump: «Un disagio che viene da anni di cementificazione, speculazione e depredazione delle risorse naturali»

La chiamano «rivoluzione dei fenicotteri» la sollevazione che da giorni imperversa in Albania, contro il mega-resort di lusso del genero di Trump, Jared Kushner. Per Detjon Begaj, consigliere comunale di Coalizione Civica a Bologna, si tratta di uno dei movimenti «più grandi della storia del Paese, nato dal basso e senza leader», in cui sono confluiti «tantissimi giovani». La protesta, spiega, ha preso il via per denunciare un modello di speculazione edilizia percepito come sempre più distruttivo: in pochi giorni dalla penisola balcanica, le contestazioni si sono diffuse in «decine di altre città in giro per il mondo». Begaj è nato vicino a Valona, una delle mete turistiche albanesi più frequentate, che si trova proprio di fronte alle coste salentine: «anche lì — dice — il turismo low cost sta portando a una cementificazione selvaggia».

Cosa sta succedendo in Albania?
«Fino a venerdì ho seguito la protesta da lontano, ma siccome ne era prevista un’altra sabato in laguna, sono tornato qui in

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