Il ct dei Bleus in esclusiva alla Gazzetta “Mi criticano perché pensano sia troppo difensivo, ma il mio obiettivo è mettere in difficoltà l’avversario. Parlare con Adrien non cambierebbe molto, ma vale per tutti: a Mondiale iniziato si pensa solo a quello”
Alessandro Grandesso
7 giugno – 09:04 – CLAIREFONTAINE (FRANCIA)
Ha gli occhi di tutti puntati addosso. Non solo perché detiene il record di longevità alla guida di una nazionale. Non solo perché conduce la grande favorita del Mondiale, ma anche perché, dopo 14 anni, Didier Deschamps lascerà il timone della Francia, magari per rimettersi subito in gioco in un club. Magari in Italia, perché l’ex bianconero è abituato alle sfide e ha “la libertà di scegliere”, come sottolinea evocando il suo percorso: “Se sono ancora c.t. dei Bleus – spiega parlando alla Gazzetta e a un pool di media stranieri – è perché abbiamo vinto tante partite. Mi sono adattato alle varie generazioni di giocatori, che oggi sono ben diversi rispetto a quando iniziai nel 2012. È importante però porre le basi, un quadro di lavoro chiaro. Adattarsi non significa rinnegare l’essenziale, né fare dei




