
Nell’udienza di venerdì 5 giugno si è registrato un colpo di scena: il Pnalm è stato escluso dalle parti civili per un vizio di forma, insieme ad altre 23 associazioni delle 47 totali. Si torna in Aula il 25 settembre
Quasi la metà delle richieste di costituzione di parte civile sono state escluse dal processo a carico di Andrea Leombruni per l’uccisione dell’orsa Amarena. A stabilirlo è stato il Tribunale di Avezzano nel corso dell’udienza del 5 giugno, dopo tre rinvii consecutivi. A far discutere è stata soprattutto l’esclusione per un «vizio di forma» del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Ben 23 su 47 enti e associazioni inizialmente ammessi, sono stati esclusi per ragioni legate all’assenza negli statuti di «un interesse concreto e attuale» a promuovere azioni risarcitorie nell’ambito del procedimento penale. Altre esclusioni (come quella di Legambiente, che fa ovvaimente discutere, ndr), invece, sono state determinate da questioni puramente formali.
Tra i soggetti ammessi figurano anche Wwf, Lav, Lndc Animal Protection, Lipu, Leidaa, Salviamo l’Orso, Rewilding Apennines, la Regione Abruzzo, il Parco Sirente-Velino. Il loro legale, Michele Pezone, ha espresso «soddisfazione per la conferma della legittimità della domanda che abbiamo proposto, superando tutte le eccezioni sollevate. Ci aspettavamo che potesse




