Ci sono ristoranti che raccontano un territorio attraverso i propri piatti e altri che contribuiscono a costruirne la consapevolezza gastronomica. L’Osteria del Vecchio Orologio, nel centro storico di Viterbo, appartiene a entrambe le categorie. Nel 2026 l’insegna festeggia sessant’anni di attività, ma la sua identità attuale prende forma soprattutto dal 2004, quando Paolo Bianchini ne assume la gestione, avviando un percorso che, nel giro di pochi anni, trasforma una pizzeria con una piccola proposta di cucina sarda in un indirizzo legato alla cultura gastronomica della Tuscia.
Paolo Bianchini e la nuova identità dell’Osteria del Vecchio Orologio
Cuoco prestato oggi alla sala, oste e responsabile in prima persona della selezione delle materie prime, Bianchini ha costruito la propria idea di ristorazione attraverso la ricerca e il rapporto diretto con i produttori. Una scelta maturata quando il richiamo alla territorialità, oggi ricorrente nella comunicazione gastronomica, era ancora poco diffuso nella ristorazione viterbese. Il risultato è una cucina che non cerca di reinterpretare a tutti i costi la tradizione, ma prova a restituirla attraverso ingredienti, ricette e sapori capaci di raccontare la storia alimentare locale. Un passaggio decisivo arriva nel 2007, quando un viaggio in Piemonte offre a Bianchini l’occasione per confrontarsi con una cultura




