Home / Sport / Dal tetto del mondo al Mineirazo: la macchia indelebile di Felipe Scolari

Dal tetto del mondo al Mineirazo: la macchia indelebile di Felipe Scolari

image

Dal trionfo del 2002 all’incubo del 7-1 con la Germania con il suo Brasile, la parentesi anonima col suo Portogallo: la carriera mai banale di Scolari

C’è qualcosa di maledetto in quest’uomo corpulento, dal volto simpatico e dal sorriso sempre pronto sotto i baffetti spolverati di grigio. Qualcosa cui nemmeno lui riesce a dare un nome, perché è sfuggente come un’anguilla: appena la tocchi sguscia via dalle mani e ti lascia intatto il dolore che divora l’anima. La gloria, il momento assoluto, l’apice della carriera lo aveva già vissuto nell’estate del 2002: lui, brasiliano del sud, aveva guidato la Seleçao alla conquista del Mondiale. Era il Brasile di Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho. Da quel momento, l’uomo osannato come il mago del calcio ha messo in fila delusioni che lo hanno profondamente segnato, lo hanno fatto riflettere e lo hanno, soprattutto, costretto a fare i conti con la brevità della gioia. Luiz Felipe Scolari, detto Felipao, è il personaggio di questa storia che, dopo il successo al Mondiale del 2002 con il Brasile, si trasferisce in Portogallo. Gli hanno affidato la nazionale che dovrà partecipare all’Europeo del 2004 organizzato proprio in Portogallo. Una squadra piena di talento, pensano i dirigenti, nelle

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: