Il dirigente francese con ogni probabilità non centrerà l’obiettivo minimo: il club va incontro a un danno economico importante e il suo ruolo scricchiola. Ecco cosa alla Juve non va
Giornalista
18 maggio – 13:51 – MILANO
A scricchiolare alla Continassa adesso è la sedia di Comolli, l’uomo che un anno fa era stato scelto da Elkann per ridare equilibrio alla Juve. Uomo di calcio navigato, con diverse esperienze da osservatore e direttore sportivo fino alla recente presidenza nel Tolosa: l’erede di Giuntoli, messo fuori dai giochi dalla proprietà pur avendo centrato la qualificazione alla Champions all’ultimo respiro, avrebbe dovuto riportare la Juve sulla strada del successo. Il bilancio dopo un anno di lavoro invece è drammatico, perché Madama è fuori da tutto e va incontro a una perdita importante: poco cambia se dall’arrivo di Spalletti la Juve è seconda solo all’Inter per punti conquistati in campionato.
1) acquisti sbagliati—
Dal suo arrivo a Torino Comolli ha commissariato il mercato, dando seguito ad alcune trattative che erano state indirizzate da Giuntoli (come con David) e trascinandosi fino all’ultimo giorno per definire i rinforzi che




