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Da Sepang a oggi, 15 anni di sicurezza in MotoGP: cosa è cambiato dopo la morte di Simoncelli

L’evoluzione nei sistemi di rilevazione delle moto in pista ha fatto passi da giganti, ma continua ad essere un tema centrale per la salvaguardia dei piloti

Chiara Servino

24 ottobre – 10:09 – MILANO

Il 23 ottobre 2011 la MotoGP corre il Gran Premio di Sepang, alla curva 11 avviene il tragico incidente che toglie la vita a Marco Simoncelli. Sic cade, perde il casco e viene travolto da Colin Edwards e dall’amico Valentino Rossi che non hanno abbastanza tempo per modificare la traiettoria. La gara viene interrotta ma l’impatto rende tutti i soccorsi inutili: Marco muore a soli 24 anni per una dinamica che ancora oggi rappresenta uno dei rischi più difficili da eliminare nel motociclismo. Quindici anni dopo, la MotoGP è cambiata. Sono migliorate le protezioni, si sono evoluti i sistemi di segnalazione e la tecnologia sta cercando di ridurre il tempo tra una caduta, l’avviso ai piloti e l’arrivo dei soccorsi. Ridurre totalmente il rischio in pista però, resta un traguardo all’apparenza impossibile. 

DALL’AIRBAG ALLE PROTEZIONI OMOLOGATE—  

Dopo Sepang, le rivoluzioni sulla sicurezza non sono partite da zero.

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