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Da Copenaghen a Padova, 12 città sperimentano una nuova logistica urbana: spazi e dati condivisi per le consegne

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di Alessandra Nardini

Parcheggi, aree di carico e scarico, depositi e infrastrutture possono diventare una rete per le consegne. Il progetto europeo Disco sperimenta come coordinarli attraverso i dati

In una città dove ogni metro quadrato è conteso tra auto, pedoni, trasporto pubblico, attività commerciali e consegne, la logistica urbana può diventare anche una questione di coordinamento: sapere dove c’è capacità disponibile, per quanto tempo e per quale servizio. Se n’è occupato un progetto europeo coordinato dall’italiana Fit Consulting e finanziato da Horizon Europe, Disco, che dopo 42 mesi di lavoro arriva alla conclusione. L’idea è mettere in relazione dati, domanda di trasporto, infrastrutture e spazi disponibili, così da costruire una rete logistica più flessibile senza partire ogni volta dalla realizzazione di nuove infrastrutture.

La rete

Il progetto ha coinvolto 48 partner tra città, università, centri di ricerca e aziende e ha sperimentato le proprie soluzioni in 12 città e territori europei, tra cui Copenaghen, Ghent, Helsinki, Barcellona, Padova e Salonicco. Il punto comune è considerare la capacità della città come una risorsa condivisa: un’area può avere un’utilità logistica in una determinata fascia oraria e un’altra funzione nel resto della giornata; un’infrastruttura può essere sottoutilizzata e diventare parte

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