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Cuba, Trump e l’idea suggestiva di una «soluzione venezuelana»

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Trump non rinuncia ad aumentare la pressione su Cuba, ma potrebbe scegliere il nipote di Raul Castro come interlocutore per il futuro

Resta per ora ricca di incognite la situazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. Venerdì, il comandante di Southcom, Francis Donovan, ha avuto un incontro con alti funzionari delle forze armate dell’Avana. Il meeting è avvenuto nei pressi della base navale di Guantanamo Bay. Secondo una nota di Southcom, si è trattato di «un breve colloquio su questioni di sicurezza operativa». «Entrambe le delegazioni hanno considerato l’incontro positivo, durante il quale sono state affrontate le questioni relative alla sicurezza lungo il perimetro di separazione dell’enclave militare e si è concordato di mantenere la comunicazione tra i due comandi militari», ha dichiarato, dal canto suo, il ministero della Difesa di Cuba.

Il meeting è avvenuto alcuni giorni dopo che Washington aveva schierato nei Caraibi la portaerei Nimitz. Tutto questo, senza trascurare che, a inizio maggio, il direttore della Cia, John Ratcliffe, si era recato sull’isola per incontrare alcuni alti esponenti del ministero dell’Interno dell’Avana. Ebbene, proprio in quell’occasione era presente il nipote dell’ex presidente cubano Raul Castro, Raúl Guillermo Rodriguez: una figura, quest’ultima, che, secondo quanto riferito

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