
di Marco Galluzzo
Ira del ministro per le «falsità» sulle spese della Difesa
Guido Crosetto ha una scrivania su cui si sommano dossier ogni giorno di più: minacce, attacchi ibridi, notizie da verificare usando strumenti sofisticati. Dagli attacchi sulla circolazione degli aerei a quelli che hanno preso di mira i supermercati, più altre decine di forme subdole di guerra.
I dati di cronaca hanno superato ogni linea rossa. A chi lo va a trovare il ministro della Difesa la mette giù senza sfumature: «La guerra ibrida è il virus che ci riservano questi anni. La chiamo virus perché non si vede ma è pericolosa, infida e difficile da combattere. Anzi, il problema è che le democrazie, finora, non l’hanno realmente contrastata: l’hanno soprattutto subita. Ci siamo limitati a difenderci, a reagire agli attacchi, ma non basta. Perché se lasci a un avversario la possibilità di continuare ad attaccarti, senza riuscire a contrastarlo, prima o poi finirà per farti male».
È un’analisi che contiene una denuncia, che invita non solo il sistema italiano, ma anche la Ue, non solo a contenere gli attacchi ma a fare di più per rispondere, sia che gli hacker siano eterodiretti




