Home / Spettacoli / Cristiano De André: «Essere figli d’arte è molto difficile, a tratti doloroso. Mio padre mi voleva veterinario. Molti politici lo citano ma non valgono una sua unghia»

Cristiano De André: «Essere figli d’arte è molto difficile, a tratti doloroso. Mio padre mi voleva veterinario. Molti politici lo citano ma non valgono una sua unghia»

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Il cantautore con le canzoni del padre alla ChorusLife Arena di Bergamo domenica 19 aprile.

Tappa a ChorusLife, domenica 19, per «De André canta De André best of tour 2026». Un omaggio di Cristiano al padre Fabrizio e alle sue canzoni impresse nella memoria collettiva e ancora estremamente attuali. Il progetto si arricchisce di un nuovo tassello dopo gli album «De André canta De André» (volume 1, 2 e 3) e «De André canta De André – Storia di un impiegato», i tour sold out dedicati ognuno a una parte del repertorio di Faber. 
Cristiano, erede del patrimonio musicale paterno, porterà sul palco il meglio del repertorio finora affrontato, accompagnato da Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere (che ha curato gli arrangiamenti dei primi due volumi) e Ivano Zanotti alla batteria. Cristiano stesso, oltre che cantautore, è anche polistrumentista e suonerà la chitarra acustica e classica, il bouzouki, il pianoforte e il violino.
Cristiano, perché Faber è attuale?
«Lo è perché ha realizzato dell’arte veramente alta, è stato un grande umanista, convinto di trovare un modo per vivere senza dolore, provando solo amore e compassione verso i fragili. Solo il riconoscersi nel più debole può salvare

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