I bianconeri hanno costruito occasioni e calciato in porta con frequenza, ma non sono andati oltre il gol di Bremer su angolo. Un problema già visto nei primi 7 mesi di gestione dell’ex ct
Giornalista
24 agosto – 10:31 – MILANO
Inno all’inconsistenza. Cambiano gli interpreti, ma il risultato non cambia. La prima Juve di Spalletti versione 2026/27 è somigliata sinistramente a quella dello scorso anno: una grande mole di gioco creata, conclusioni, occasioni, ma alla fine un solo gol o poco più. Con la conseguenza (a Frosinone evitata solo grazie al palo che ha fermato al 93′ il colpo di testa di Calvani) che il rischio di buttare via punti preziosi risulta sempre più che concreto. Non ha avuto problemi neanche Spalletti ad ammetterlo. “Sembra di parlare delle partite dell’anno scorso: il rigore sbagliato, la situazione, le tre occasioni, il palo interno sulla riga…”, ha detto a Sky il tecnico bianconero, ricordando alcuni episodi che poi hanno finito per costare alla Juve la qualificazione alla Champions League.
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