Croccanti, aciduli e scarsamente calorici, i crauti nascono dalla fermentazione del cavolo cappuccio bianco. Per prepararli in casa non serve aceto: basta tagliare a julienne la verdura, mescolarla con del sale marino integrale e infine lasciarla fermentare. Si tratta di un antico metodo di conservazione dei cibi, per certi versi simile a quello dello yogurt, che permetteva di consumare gli ortaggi a lungo dopo la raccolta. Il nome italiano deriva dal tedesco “kraut”, che significa genericamente “erba”, ma in Germania ci si riferisce ai crauti con il termine “sauerkraut”, cioè “cavolo acido”.
Molto presenti nelle cucine dell’Europa centrale, i crauti accompagnano tradizionalmente salsicce, würstel, carne e patate, e prepararli è semplicissimo. Esistono molte ricette, anche se la più semplice è quella tipica dei mercatini di Natale tedeschi, ovvero ripassati in padella con le mele per attenuarne le note più aspre. Dai benefici per l’intestino al controllo dei processi infiammatori, ecco perché è importante includerli in un’alimentazione varia ed equilibrata, e quando invece è meglio evitarli.




