L’ex centrocampista del Porto, Campione d’Europa nel 2004 con la squadra dello Special One, presenta la sfida tra i Dragoes e il Napoli di stasera e racconta una serie di retroscena sulla sua carriera. Come quella volta che l’Atalanta, nonostante l’avesse messo fuori rosa, non lo cedette all’Inter del suo maestro…
4 novembre (modifica alle 13:07) – OPORTO (PORTOGALLO)
In una delle gigantografie appese nella pancia dello stadio del Porto c’è anche lui. Quando gliela facciamo vedere si fa una risata. “Come eravamo giovani… Io, José, Deco, quanti ricordi”. Costinha risponde da Lisbona e si perde nei flash del passato. Emozionandosi. Per i più giovani: è stato un centrocampista di lotta e governo, titolarissimo nella nazionale portoghese di Figo e Rui Costa, che con i Dragoes di Mou ha vinto la Coppa Uefa nel 2003 e la Champions nel 2004. Fido scudiero di José da sempre, tanto che lo Special One se lo sarebbe portato anche all’Inter se… non si fosse messa di traverso l’Atalanta. “Ho pagato le scelte di due dirigenti scorretti e incapaci. Peccato. Magari sarei passato dal fare tribuna a Bergamo




