
di Barbara Visentin
Il cantautore pubblica sui social un brano, «Il Futuro», scritto a giugno ma apparentemente profetico. «Questi giovani non hanno una coscienza politica attiva, ma la loro protesta si collega a quanto avviene in Francia, Spagna, Albania: ed è contro un sistema che ha sacrificato qualsiasi politica di welfare, di crescita culturale e spirituale, a vantaggio del profitto»
«Gucci, Vuitton, Lamborghini, Cartier / Belle vetrine le rompono tutte / Tutti sti sogni rubati si incendiano»: parole che sembrano descrivere gli scontri dello scorso weekend a Milano, ma che invece sono state scritte mesi fa, a giugno. Sembra profetico Cosmo, che ha deciso di anticipare l’uscita del suo nuovo brano «Il Futuro» (farà parte dell’album «Il fiore del Futuro», in uscita il 20 novembre), così calzante con quel che è accaduto, «ma non sono un veggente, era nell’aria», dice il cantautore di Ivrea.
In che modo era prevedibile quel che è successo?
«C’è nell’aria molta tensione e molta polarizzazione, anche dal punto di vista politico. È ufficialmente tramontata l’era del centro, delle formule liberali soft. E i primi che ce l’hanno mostrato sono stati i fascisti che non hanno avuto alcuna remora a ripresentarsi sulla scena, pur non




