
Partito sempre dalla panchina nelle prime tre apparizioni in campionato, Kevin non ha battuto ciglio. Il silenzio assenso sull’utilizzo part-time la dice lunga sulle capacità gestionali di Max, che ora proverà a far tornare grande il suo campione
Ha dovuto aspettare un anno per scartare il regalo che gli aveva preparato Aurelio De Laurentiis, ma ora Massimiliano Allegri può godersi il suo Kevin De Bruyne. La stella ex Manchester City è stata bloccata dal Napoli prima ancora della vittoria del quarto scudetto, prima che potesse succedere l’imponderabile e che Conte decidesse di trattenersi ancora un anno in città. È stato quello scorcio addobbato per la parata sul lungomare, nella suggestiva cornice vista golfo, ad indirizzare il futuro della panchina azzurra. Conte aveva ufficiosamente detto addio al Napoli nella primavera della sua prima stagione all’ombra del Vesuvio e il ds Giovanni Manna aveva iniziato ad industriarsi per costruire la nuova ossatura della squadra, a partire dall’allenatore, che sarebbe dovuto essere Massimiliano Allegri e dalla sua punta di diamante. Il sì di Kevin De Bruyne, sull’uscio del City, è stato un capolavoro di mercato che, però, ha necessitato di un corposo bonus alla firma di 10,5 milioni, oltre all’ingaggio da 5




