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Cos’è e come funziona il sistema ADUO: chi può sviluppare di più i motori F1 e perché

Dieci domande e risposte per spiegare e capire il sistema di aggiornamento delle power unit creato dalla Fia per agevolare il recupero di prestazioni dei motoristi che risultano in ritardo. Tre i periodi di misurazione: la prima classifica delle prestazioni sarà presentata dopo il GP del Canada 

Giusto Ferronato

Giornalista

14 maggio – 19:28 – MILANO

Il 2026 è stato l’anno della grande rivoluzione regolamentare della F1, con monoposto interamente riprogettate sia per quanto riguarda i telai, sia per le power unit: una contemporaneità quasi epocale. Per garantire che il campionato rimanga combattuto ed evitare che un singolo produttore domini incontrastato per anni, team, costruttori e Federazione internazionale hanno contestualmente introdotto un sistema di misurazione delle prestazioni dei motori per definire una classifica e garantire a chi è dietro la possibilità di investimenti al di fuori del tetto ai costi in vigore (il famoso budget cap). Questo meccanismo è racchiuso nell’acronimo ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities): sviluppo addizionale e opportunità di aggiornamento. Ma di cosa si tratta esattamente? Proviamo a fare chiarezza con 10 domande e risposte. 

Mercedes driver Andrea Kimi Antonelli of Italy steers his car ahead of Ferrari driver Charles Leclerc of Monaco during the Miami Formula One Grand Prix auto race, Sunday, May 3, 2026, in Miami Gardens, Fla. (AP Photo/Danny Karnik) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

1. Che

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