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Cortesie, dispetti e quasi scazzottate: dietro le quinte dei vertici Cina-Usa

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di Guido Santevecchi

Nel 2005 George W. Bush fece costruire a Pechino un circuito di mountain bike dall’esercito cinese, per esibirsi. Xi fu considerato un uomo noioso. Nel 2016 a Obama fu negata la scaletta con tappeto rosso. E la sua auto The Beast non fu protetta dai gorilla mandarini

La visita al Tempio del Cielo alla quale Xi Jinping ha invitato Donald Trump giovedì in apertura del loro summit, potrebbe ispirare ai due governanti grandi pensieri sereni e mistici. Però questi eventi mettono a dura prova i nervi dei funzionari del cerimoniale e della sicurezza dei leader. A volte le cose rischiano di sfuggire di mano e in passato si sono sfiorate scazzottate tra i «gorilla» in abito scuro, occhiali da sole specchio e cavetti degli auricolari.

«Sono impegni traumatici per coloro che debbono organizzarli», ha confermato al Wall Street Journal Rick Waters, ex funzionario del Dipartimento di Stato che partecipò ai preparativi del viaggio di Trump nel 2017. La stessa cosa potrebbero dire i suoi colleghi cinesi, se solo potessero parlare.

La missione del presidente americano che comincia mercoledì sera con ripartenza prevista per venerdì pomeriggio richiede lo schieramento di centinaia di uomini

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