
di Cesare Zapperi
La replica del leader Salvini: «Bene la candidatura, più gente porta idee meglio è»
Tutto è nato con alcune telefonate apparentemente estemporanee nel tardo pomeriggio e nella serata di martedì: «Io mi candido, tu cosa ne dici?». Da un lato Massimo Garavaglia, dall’altro diversi interlocutori, ma due su tutti, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, due vecchi amici. Entrambi sorpresi, convinti ormai che non ci fosse alcuno spazio per presentare una candidatura alla segreteria della Lega alternativa a quella di Matteo Salvini, ma pronti a replicare: «Perché no? Se te la senti, noi ti appoggiamo».
E così, nel modo più singolare possibile, ecco che i 700 delegati del congresso in programma a Milano sabato 24 e domenica 25 ottobre si ritroveranno a decidere, a scrutinio segreto (e questo è un elemento importante per chi dissente dal segretario uscente), sulla leadership del futuro. Anche se, sulla carta, le chance di Garavaglia sono piuttosto limitate.
Ma l’ex sottosegretario e viceministro all’Economia nei governi Conte I e II e ministro del Turismo con Draghi scende in campo con le idee chiare: «Sono della




