
di Giorgio Bernardini
Reportage dalla città toscana dove la sicurezza non è un tema sentito ma i giovani pensano ad andarsene. Dopo la svolta politica di Tomasi, la sfida è costruire restano in equilibrio
PISTOIA – Mancano soltanto due giorni all’inizio delle elezioni comunali, ma la campagna elettorale scorre senza strappi, quasi sottovoce, come se Pistoia avesse scelto ancora una volta di proteggere la propria natura riservata.
Eppure il voto di domenica e lunedì sancisce più di un semplice passaggio amministrativo: sarà il primo banco di prova dopo la fine dell’era di Alessandro Tomasi, il sindaco che negli ultimi 8 anni ha ridefinito gli equilibri politici di una città storicamente di sinistra, ma capace di cambiare pelle senza mai perdere la propria misura.
A contendersi la successione sono la sua ex vice — ora sindaca facente funzioni — Anna Maria Celesti per il centrodestra, Giovanni Capecchi per il centrosinistra del campo larghissimo e Fabrizio Mancinelli per Pistoia Rossa.
Da una parte la continuità con il modello amministrativo degli ultimi anni, dall’altra la richiesta di rilanciare una città che molti percepiscono sospesa, quasi indecisa sul proprio ruolo dentro la Toscana contemporanea.
È questo il nodo della campagna




