
di Cesare Zapperi
Il neo sindaco di Venezia e il legame con l’uscente Brugnaro, che gli affidò dossier cruciali
DAL NOSTRO INVIATO
VENEZIA – Fa professione di modestia, Simone Venturini. Il «ragazzo di Marghera», come si definisce prosaicamente, a soli 38 anni può sedersi sulla poltrona più importante di Ca’ Farsetti con la leggerezza di chi, alla vigilia di una sfida in cui molti lo davano perdente, si concede il lusso di temperare l’improvviso caldo estivo con un tuffo nelle acque del Lido.
Lo spirito del neo sindaco, che festeggia l’elezione nel giorno del suo secondo anniversario di matrimonio con la moglie Carolina, è quello dello scout di formazione cattolica.
Una persona impegnata per la comunità fin da ragazzo. Pronto a candidarsi, e farsi eleggere, in Consiglio comunale a Venezia a 21 anni (come il suo sfidante Andrea Martella). Un debutto con l’Udc, dentro una coalizione di centrosinistra, per poi virare verso una dimensione civica con l’approdo nella squadra di Luigi Brugnaro, che lo chiama subito nella sua prima giunta, affidandogli il ruolo di assessore alla Coesione sociale, e lo conferma nella seconda, aggiungendogli l’onere di occuparsi di Casa e Turismo, materie di primaria importanza in Laguna.




