Coperte su fino al naso, perdita di appetito, lamentela in loop, spremuta-fazzoletti-telecomando: i comportamenti che mettiamo in atto quando siamo ammalati sono sempre gli stessi, e ora uno studio chiarisce il motivo.
Le infezioni attivano nel cervello uno stato specifico, che coinvolge più aree e che modifica le nostre decisioni e il nostro modo di agire. La scoperta, descritta su Current Biology, affida al cervello un ruolo di coordinamento delle nostre reazioni a virus e batteri – reazioni che, dunque, non “subiamo” passivamente, ma che mettiamo in atto seguendo un meccanismo protettivo specifico.
Una risposta coordinata
Quando contraiamo un’infezione, sviluppiamo una serie di sintomi (febbre, perdita di appetito, letargia) e comportamenti (come la ritrosia alle interazioni sociali) messi a punto nel corso dell’evoluzione, che aiutano l’organismo a riprendersi e reagire.
Era noto da tempo che le regioni cerebrali più profonde e primitive (come l’ipotalamo e il tronco encefalico, coinvolti nella regolazione di meccanismi di base come la temperatura corporea, il sonno e la veglia, l’appetito, la risposta allo stress) gestiscono questi sintomi, ma non era chiaro se anche gli strati più esterni ed evoluti del cervello giocassero un ruolo.
I ricercatori dell’European Molecular Biology Laboratory di




