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Cicinho: “Distrutto dall’alcol: in un giorno 70 birre e 15 caipirinhe. Oggi sono un pastore”

L’ex giocatore del Real e della Roma si racconta senza filtri: “Iniziai a bere a 13 anni a una festa, me ne sono innamorato. Vivevo il calcio così: guadagnare soldi per divertirmi. Ho 33 tatuaggi, ma soltanto otto li ho fatti da sobrio”

Francesco Albanesi

16 maggio – 09:00 – MILANO

Per lui il calcio è stato un mezzo per un fine molto chiaro: bere. A 13 anni Cicinho si è avvicinato alle birre durante un festino con gli amici e da lì non si è più fermato fino ai 32. “Più crescevo e guadagnavo, più bevevo. A Roma ho fatto il record in un giorno: 70 birre, 15 caipirinha e due pacchetti di sigarette”. Oggi lo racconta con il sorriso di chi non ha più conti in sospeso col passato. L’alcol è stato la sua valvola di sfogo, il demone con cui combattere, tanto da portarlo a farsi 25 tatuaggi da ubriaco “perché avevo paura degli aghi e non volevo sentire dolore”. Nel 2007 sbarca a Roma dopo una chiamata su Skype con Totti: “I Galacticos siamo noi, vieni qui”. Convinto. Cicinho arrivava dal Real con

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