
di Irene Soave
Una serie di post su Instagram e diverse interviste (comprese alcune in cui chiede più rigore per accedere ai trattamenti di transizione) fanno discutere la comunità Lgbtq+
Dalla nostra inviata
BERLINO – È stata per molti anni la più celebre attivista per i diritti delle persone trans in Svizzera, e ora fa una sorta di sofferta retromarcia. Nadia Brönimann, nata Christian, 56 anni e da 26 una donna, ha annunciato in una sofferta intervista di essere «tornata» uomo, e di aver ottenuto dall’anagrafe il permesso di tornare al nome Chris: «Ho capito in terapia che la mia identità femminile è stata tutta una maschera», ha detto ad esempio martedì al quotidiano tedesco Die Welt.
Da qualche anno Brönimann è una voce critica della comunità trans: «Il bisturi non ha mai risolto i miei problemi», aveva dichiarato in una discussa intervista nel 2022. A inizio 2026 aveva detto di non sentirsi più una persona non binaria. Negli ultimi anni si è spesso pronunciata per una maggiore rigidità del mondo medico a offrire trattamenti di transizione. Ora una nuova pettinatura, decisamente maschile, segna il ritorno nei panni di Christian, nome e genere assegnati alla nascita. Sulla sua esperienza – dalla comunità Lgbtq+




