
Stop ai fumi nei porti con 700 milioni del Pnrr per il cold ironing: banchine elettrificate entro il 2030 per tagliare smog e rumore.
Basta con le navi ferme nei porti a motori accesi. Per chi vive nelle città affacciate sui principali scali italiani, da Genova a Trieste, fino a Civitavecchia, la presenza delle imbarcazioni genera un fastidioso rumore di sottofondo e colonne di fumo.
Anche all’ormeggio, i giganti del mare – dalle navi da crociera alle portacontainer – devono infatti mantenere attivi i generatori ausiliari (a gasolio o Gnl) per garantire l’elettricità a bordo. Il risultato è un mix tossico di CO2, ossidi di azoto e polveri sottili riversato a ridosso dei centri abitati, accompagnato da un inquinamento acustico che mina la qualità della vita dei residenti. Ed è qui che entra il gioco il tema del “cold ironing”.
La spina a terra per spegnere i giganti del mare
Il termine nasce nell’epoca delle navi a vapore, quando i motori di ferro, una volta spenti, diventavano letteralmente freddi. Oggi, invece, indica la tecnologia di Onshore power supply (Ops), ovvero il sistema che permette ai navigli di spegnere completamente i generatori di bordo durante la sosta negli scali e




