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Castro e la mitica “9” giallorossa: sulle orme di Prati, Pruzzo, Voeller e Batistuta

Il centravanti strappato al Bologna eredita una maglia indossata da punte che hanno fatto la storia della Roma. Con Malen una coppia che ricorda l’Aeroplanino e Batigol

Non è solo un numero di maglia. E’ un destino, un’investitura, un’ossessione. La “9” della Roma, raccolta in eredità da Santiago Castro, nuovo centravanti giallorosso accanto all’olandese Donyell Malen, è una promessa di felicità per un popolo intero. Quello romanista. E la prima sensazione intensa che l’argentino proverà correndo con quel numero addosso sarà la stessa dei suoi grandi predecessori: lui, il talento ex Bologna, non giocherà mai da solo, perché con lui correranno sempre quelle ombre giganti del passato. E se c’è un attaccante centrale che forse più degli altri può diventare l’esempio per il primo acquisto della stagione, per caratteristiche e tocco di classe, quello è Vincenzo Montella, l’Aeroplanino che fu acquistato da Franco Sensi dalla Samp per 40 miliardi di lire nel 1999 e che riuscì a coesistere con un certo Gabriel Batistuta (proprio come è chiamato a fare ora l’ex Velez con Malen) vincendo lo scudetto del 2001.

i re dei gol—  

E allora ogni volta è un brivido che si arrampica sulla pelle. La “9” solleva stupori

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