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Caso Ranucci, la Procura di Roma avvia accertamenti sul Bistrò Cefalù riconducibile a Lavitola (che però non compare nell’amministrazione del locale)

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Gli accertamenti puntano a ricostruire disponibilità e flussi finanziari del ristorante-pescheria frequentato da nomi del giornalismo e dove sono avvenute cene di Lavitola e Ranucci. Nuove informazioni si aspettano dall’ex di Lavitola Natalia Potenza che invece è un nome portante del locale

Accertamenti patrimoniali sono stati disposti dalla Procura di Roma sul ristorante Bistrò Cefalù, aperto da circa dieci anni a Monteverde e riconducibile a Valter Lavitola, detenuto a Rebibbia e accusato di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. 

Cene con ospiti

Gli investigatori puntano a sapere di più anche da Natalia Potenza, l’ex compagna dell’ex direttore dell’Avanti!, nell’ambito degli approfondimenti sulla gestione dell’attività. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, tutte da verificare attraverso l’esame dei bilanci e l’ascolto di testimoni, figurano il riciclaggio e l’intestazione fittizia di beni. Le indagini puntano a ricostruire disponibilità e flussi finanziari del ristorante-pescheria  molto frequentato da nomi del giornalismo e dove sono avvenute molte cene di Lavitola e Ranucci con ospiti che cambiavano di volta in volta. Anche se pare che il faccendiere affrontasse al di fuori le questioni più importanti.

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