
Prosegue la crisi diplomatica dopo le parole del campione francese sul meme di Mao Zedong: al momento il campionato spagnolo resta oscurato
La Cina resta lontanissima per la Liga. Dopo quelle di Mbappé e quelle della Liga, inviate ieri, oggi sono arrivate a Pechino anche le scuse formali del Real Madrid, ma da Pechino al momento non arriva aria di disgelo. Proprio no.
IL DITTATORE CINESE—
Stiamo parlando della crisi politico-sportivo-diplomatica causata da un’intervista di Mbappé nella quale raccontava che il suo meme preferito è quello nel quale viene raffigurato come un ‘dittatore cinese’. Il problema è che l’immagine in questione è quella di Mao Zedong, il padre della patria della nazione asiatica, e il fatto che il “Grande Timoniere” venga definito un dittatore da un calciatore a Pechino non è piaciuta per niente. Tre compagnie private hanno disdetto i milionari contratti pubblicitari che avevano con Mbappé, e la tv di Stato che ha in mano i diritti della Liga ha deciso di non mostrare più le partite del campionato spagnolo.
MURO CINESE—
In ballo ci sono milioni di euro, anche perché il Real Madrid incassa una buona fetta dei diritti commerciali di Mbappé, e in generale il mercato cinese




