
I quattro giuristi a cui il Comitato Olimpico ha chiesto un intervento sono d’accordo sul fatto che il tesseramento fosse un requisito necessario a essere eletti, ma lasciano discrezionalità alla Giunta nel decidere se la violazione sia grave o meno, circostanza che permetterebbe il commissariamento
A un occhio distratto la lettura dei “pareri granitici” (Buonfiglio dixit) dei quattro “giuristi di chiara fama” (sempre lui) potrebbe sembrare un punto a favore del Coni. Ma basta prestare un po’ di attenzione per capire che più di quello che c’è, a fare rumore è quello che non c’è. Ovviamente parliamo del caso del (mancato) tesseramento di Giovanni Malagò, tema su cui martedì 6 ottobre alle 13 discuterà la Giunta Coni per poi votare il commissariamento. Andiamo allora ad analizzare i documenti.
irregolarità accertata—
Quello che c’è è la conferma della tesi del Procuratore generale dello Sport Ugo Taucer, ovvero che il tesseramento era un requisito essenziale per la candidatura di Malagò a presidente Figc e lui, non è mai stato un mistero, non ne era in possesso. Un’irregolarità accertata dai quattro esperti – Franco Gaetano Scoca, Luigi Medugno, Massimo Coccia e Alberto Angeletti – ma va ricordato che martedì la Giunta non




