
di Adriana Logroscino
Il relatore (Forza Italia): rispettiamo Consulta e Corte europea
«Ma quale salvacondotto! Respingo al mittente le affermazioni strumentali degli esponenti dell’opposizione. Ci siamo mossi tenendo conto dei principi costituzionali, delle norme vigenti e delle sentenze di Corte costituzionale e Cassazione. Nonché di quel che stabilisce la Corte di giustizia europea. O ai suoi principi è giusto richiamarsi solo quando si adottano provvedimenti come quelli sull’immigrazione?». Pietro Pittalis (Forza Italia) — relatore della proposta che nega l’autorizzazione al sequestro delle chat di Andrea Delmastro con il ristoratore Mauro Carroccia, approvato dalla Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera — difende la posizione ripercorrendo le ragioni del suo testo.
Pittalis, avete voluto «scudare» Delmastro, come accusa Conte?
«Macché. È ridicolo. Prima di tutto, la richiesta è stata trasmessa direttamente dalla Procura. Cioè senza passare per il vaglio di un giudice per le indagini preliminari o di un altro organo giudicante, terzo rispetto all’autorità che conduce l’indagine. E invece la più recente evoluzione della giurisprudenza europea e nazionale in materia vincola l’accesso ai dati contenuti nei dispositivi informatici, come i telefoni cellulari, al rispetto dei requisiti di “necessità, legalità e proporzionalità”. In concreto il rispetto di queste condizioni




