di Enrico Marro
Aiuti ai redditi più bassi, no all’uso della social card. Per coprire la proroga del taglio delle accise il governo ha chiesto 130 milioni di anticipo sulle tasse sui dividenti a Eni e altri big dell’energia
Per ora, come previsto, arriva l’ennesima proroga del taglio delle accise, peraltro limitato, come l’ultima volta, al diesel. Ma esaurito il Consiglio dei ministri con il prolungamento di dieci giorni dello sconto di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio, i riflettori si spostano sui provvedimenti «mirati», per aiutare chi ne ha più bisogno, annunciati informalmente dallo stesso governo dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, l’altro ieri.
Rebus coperture
Il problema sarà non solo quello di trovare le coperture finanziarie, come dimostra la difficoltà incontrata dall’esecutivo negli ultimi giorni prima per prorogare di appena due giorni (il 25 e 26 agosto) il taglio delle accise che era stato deciso il 4 agosto, trovando alla fine i 20 milioni necessari, e poi ieri per coprire la nuova proroga fino al 5 settembre, con 130 milioni che arriveranno da un anticipo del versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi maggiori del settore energetico, in pratica una mano tesa



