Sono ragazzi, si sa, e come a tutti i ragazzi del mondo, piace scherzare! Se poi ci aggiungi che si “sono messi insieme” (ed il perché si siano messi insieme è interrogativo ancora senza risposta!) per suonare e cantare, e se poi ci aggiungi che questo “suonare e cantare” significa esibirsi con canzoni che, direbbe Bennato, sono solo canzonette: ritornello orecchiabile e testo allegro, e se poi ci aggiungi che il loro nome è Kaj, e che sono finlandesi che parlano svedese, ma..che pretendiamo di più. Compatirli, questi poveri ragazzi, bisogna compatirli. Non è che ci fanno pena, questo no, e però…il loro ridente borgo natio è Vörå.
Vörå, il paese dove la noia diventa un modo di vivere
Eh, ma quanta voglia di puntualizzare e di non lasciarcene passare una, ma proprio una sola, di piccola bugia. E va bene, lo ammettiamo e quindi con doverosa correttezza lo esplicitiamo: il borgo natio non è ridente. Provate voi ad essere ridenti a Vörå. Si narra che un giorno esce il sole, ed è lì splendente in cielo dalle 12:16 alle 12:56 (ben 40’) e cento giorni piove. Però, mi si obietta, e si tratta di prenderne atto e di restarne ammirati, non




