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Cardinali (Unrae): lEuropa si metta daccordo sullauto

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Coerenza tra il nuovo regolamento sulle flotte aziendali e le modifiche a quello sulla CO2 dei veicoli leggeri, attualmente in discussione a Bruxelles e che nelle rispettive commissioni parlamentari hanno imboccato direzioni opposte. Lo chiede Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, sottolineando i pericoli della norma che dovrebbe accelerare l’elettrificazione delle company car: il rischio è che le imprese italiane inizino a deflottare.

Partiamo dall’Italia. Anche a maggio il mercato è in crescita – sesto mese consecutivo con il segno più – e il consuntivo da inizio anno segna +7,6%. Come legge questo dato?
È un dato significativo e positivo. Ma la crescita è più debole dei mesi precedenti. Potrebbe essere l’inizio di un rallentamento. E, comunque, rispetto al 2019 siamo ancora sotto del 13%.

Le EV hanno raggiunto una quota dell’8,8%, la più alta dei primi cinque mesi 2026. L’onda lunga degli incentivi continua?
Sì, sicuramente. Purtroppo, in assenza di dati è impossibile sapere quante di queste auto sono state acquistate con il voucher e prevedere quando si estinguerà questo effetto.

L’altro dato che emerge è la quota delle plug-in: il 10,2% è il nuovo massimo storico di questa tecnologia in Italia…
Sicuramente è dovuta alla disponibilità di un’offerta sempre più ampia. Ma

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