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Cardinale delega meno, l’allenatore conta di più: come funziona la nuova catena di comando al Milan

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Con il numero uno di RedBird che ha più potere decisionale, le tempistiche sono più snelle. La centralità del nuovo allenatore e la collegialità del flusso di lavoro: questo è l’indirizzo del nuovo Milan

In termini strettamente formali, il Milan appartiene a RedBird. Ma, mai come in queste settimane, appare come il Milan di Gerry Cardinale. Sta prendendo forma un Diavolo per il quale è ancora complicato immaginare concretamente il vero punto d’approdo, però una cosa è evidente: l’uomo d’affari con radici italiane nato in Pennsylvania, dopo il secondo fallimento sportivo consecutivo ha preso in mano la situazione in prima persona. Come peraltro aveva detto che avrebbe fatto già poche ore dopo la disfatta col Cagliari. Al netto delle tempistiche eccessive nel ridare forma e volto al management (il domino degli incarichi non riusciva a prendere forma), non si può dire che non ci stia mettendo faccia, tempo e denaro.

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Gli ultimi giorni sono stati particolarmente febbrili. Prima le nomine del nuovo assetto aziendale: le caselle della parte finanziaria e quelle della parte sportiva hanno di nuovo nomi e cognomi. Poi le prime due riunioni operative per stappare la nuova stagione rossonera. Quella di venerdì è stata

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