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Campo largo in trincea: testo irricevibile. Poi Conte propone: «Cambiamoci nome»

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di Maria Teresa Meli

L’idea: la coalizione si chiami Alleanza per la Costituzione

Non sono sul palco tutti insieme. Ma uno a uno sfilano all’iniziativa promossa da Gianni Cuperlo e dalla Fondazione del Pd da lui guidata, al Teatro de’ Servi a Roma. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Nicola Fratoianni, tutti unanimi su un punto: «Giorgia Meloni vuole il Quirinale e per questa ragione cambia la legge elettorale». In platea, sul palco, dovunque ci sono i 160 costituzionalisti capeggiati da Roberto Zaccaria, che avversano la riforma elettorale di Meloni. 

In platea, i leader politici. Semi-nascosto Giuseppe Conte, giacca, cravatta e pochette, nonostante i 37 gradi romani. In prima fila Elly Schlein, camicia celeste, a cui aggiunge la giacca blu solo quando sale sul palco: «Mi sembrava brutto, c’erano i professori…», sorride. La platea veleggia su una media di sessanta anni. Molti i telegiornalisti. «È un buon segno, in genere vengono dai vincitori», sorride un dem di lungo corso. 

Conte affascina il pubblico. Chiacchiera, muove le mani e fa la sua proposta: «Io chiamerei la nostra coalizione Alleanza per la Costituzione e la democrazia». Molto lungo, come nome. Ma sulla difesa della

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