
di Roberto Gressi
Il possibile «effetto Vannacci» per le mosse di Renzi e Onorato
Allora. Elly Schlein non la fermano manco con la penicillina. Vuole essere lei la candidata premier del campo largo. Nella convinzione, o illusione, che alla fine Giuseppe Conte farà il passo indietro, o con le urne, se la Corte costituzionale boccerà la legge elettorale, oppure con la lotteria delle primarie. Nemmeno il capo dei Cinque Stelle molla, ha il curriculum più solido, e gioca a carte rovesciate sul tavolo fino alla fine. C’è chi dice che, se si arrivasse quasi alla rottura, Conte potrebbe pure valutarlo un terzo nome, più digeribile per i suoi, e poi si vedrà. Ma Elly no, col cavolo, alla faccia di chi, trasversalmente, le sbatte in faccia i sondaggi che alla fine la danno perdente con Meloni, che infatti fa la partita su di lei. Sventurata, si sussurra al Nazareno, Giorgia perderà.
Ad Elly nel Pd nessuno dice niente, primum vivere, sarà lei a fare le liste. Funziona un po’, a destra e sinistra, come con gli adesivi sui Suv delle anziane coppie americane: «Trattate bene i vostri figli, saranno loro a scegliere le vostre case di riposo».



