
L’ex arbitro analizza l’episodio di Como-Venezia: il rigore c’era, ma il richiamo di Cosso al monitor ha portato a un errore in controtendenza rispetto alla linea Orsato
Gianpaolo Calvarese
2 novembre – 12:55 – MILANO
A Como si è visto un Orsato piuttosto contrariato. Il designatore è un sanguigno, non ha mai nascosto ciò che pensa e gli si legge tutto in faccia: dopo l’episodio del rigore revocato al Venezia era davvero scuro in volto. Fino a quella partita, la linea del Var sulla soglia di intervento per revocare i rigori era stata molto chiara. In 11 on-field review, soltanto una era servita a togliere un calcio di rigore: quella del derby. Dal campo Marco Guida aveva letto nel movimento del braccio di Gila un possibile fallo di mano; le immagini, invece, hanno mostrato che il pallone lo aveva colpito in pieno petto.
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È anche una bella immagine della fiducia che ormai i calciatori ripongono nella tecnologia: Gila è stato il primo a smorzare gli animi, aspettando la verifica senza protestare. Una soglia di intervento alta, però, ha anche il suo rovescio della medaglia. Il Var




